Point of view: Leonardo Lorusso Architetto

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“Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” – Einstein

CMYK vuole dare voce a chi, ogni giorno, si specializza e accresce le proprie competenze e persevera nella libera professione. Il periodo storico non aiuta la figura dell’architetto, ed è per questo che abbiamo scelto di intraprendere questo percorso tra i percorsi, partendo dal nostro amato Sud, da un giovane e brillante architetto: Leonardo Lorusso.

Leonardo Lorusso, classe 1979 studia e si laurea in Architettura presso il Politecnico di Bari. Realizza progetti colti e attenti al dettaglio tanto da essere pubblicati sulle riviste di maggior spicco nel campo dell’architettura e design. Gli abbiamo posto alcuni quesiti per conoscere il suo punto di vista sulla professione e sulle difficoltà che si riscontrano ai giorni nostri.

Qual è stata l’esperienza post laurea che di più ha segnato il tuo percorso lavorativo?

Ogni esperienza vissuta nel periodo successivo agli studi ha rappresentato per me una sorta di “venuto al mondo”, periodo in cui hai appena staccato il cordone ombelicale dall’ ambiente accademico e ti sei apprestato a confrontarti con la realtà lavorativa più dura. Senz’ombra di dubbio uno dei percorsi più interessanti, breve ma intenso, resta per me il master romano, svolto presso l’Istituto Nazionale di Architettura E’ stato un momento di confronto con professionisti dello stesso calibro, provenienti da vari paesi italiani e con formazioni differenti tra loro.

Chi è stato, se c’è stato, il tuo mentore/maestro di architettura?

In realtà penso che al di là dei grandi architetti che tutti comunemente chiamiamo ‘archistar’, tutto quello che vedi, progetti o osservi altro non è che un derivato delle loro invenzioni e segni architettonici lasciati in eredità. Anche loro prima di diventare “grandi” hanno adottato e rivisitato i canoni dei loro predecessori. Pertanto credo che facendo un salto indietro nel tempo, non ci può essere un singolo maestro o mentore in architettura. La nostra attività creativa e formativa deve essere considerata come un bagaglio culturale e sociale arricchito dalle singole esperienze vissute, dalla gente incontrata, dai luoghi visitati.

Sicuramente in ambito lavorativo un percorso fondamentale per la mia  attività l’ho maturato all’interno dello studio romano AlvisiKirimoto+ partners, luogo dinamico e stimolante. In questi ambienti vieni a contatto con progetti di varia natura artistica sparsi nel panorama mondiale, team di lavoro costituiti da persone provenienti da tutto il mondo, con propensioni creative del tutto differenti e formazioni multidisciplinari a tutto tondo. Giorno dopo giorno un’esperienza del genere ti arricchisce di quello di cui nessun architetto potrebbe farne a meno.

Ogni progetto realizzato, dal contract al recupero/restauro è ricco di effetti scenici più che di Architettura. Cosa rimproveri al nostro tempo? 

Penso che una delle grandi magie del tempo passato, ovvero quella dell’ascolto, sia andata del tutto persa. Sono fermamente convinto che questo grande lusso dovrebbe costituire una parte integrante di ogni processo progettuale e costruttivo, ma per qualcuno è stato totalmente sostituito dalla corsa alla divulgazione mediatica delle opere di architettura.

Credo che in questo passaggio si sia smarrita l’essenza vera dell’architettura semplicistica. Ogni grande opera del passato conserva ancora in sé la giusta miscela di tecnica costruttiva e materia architettonica a scapito di molte opere contemporanee costituite solo da quelli che tu hai definito effetti scenici.

Leonardo Lorusso©CMYKdesignblog
Villa privata – Leonardo Lorusso Architetto

Hai mai pensato che il tuo talento si esprimesse meglio altrove? Cosa ti spinge a restare? 

Credo che i confini fisici ormai non esistano più. A dimostrazione di questo vi sono le esperienze vissute con lo studio romano e non, per progetti e realizzazioni fatte su scala internazionale. Sicuramente ho sempre pensato che il nostro paese fosse intrappolato, afflitto e ostacolato dalle grandi macchine burocratiche. In Italia siamo ostacolati da una forte propensione conservatrice, che ha bisogno di una svolta radicale. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un’inversione di rotta, cercando di recuperare il patrimonio (non solo artistico) che ci ritroviamo, a scapito di nuovi fenomeni di cementificazione. Cosa che comincia ad onorarci in quanto architetti e a renderci tutti più responsabili.

Come già asserito da qualcuno prima di me, “é molto più semplice evadere che restare”. Sono pienamente d’accordo in quanto ogni successo o traguardo che si rispetti rappresenti il frutto di tanta sofferenza, tenacia, impegno e dedizione nel proprio lavoro. Senza questi espedienti ogni meta è da considerarsi vissuta a metà.

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Le Grand Tabou – Leonardo Lorusso Architetto

 

C’è un progetto a cui ti senti particolarmente legato? 

In realtà ogni progetto porta con sé le sue soddisfazioni personali, ma entrando nello specifico uno dei progetti a cui sono particolarmente legato, ovvero con il quale c’è stata maggior alchimia, è il progetto e la realizzazione del polo amministrativo per la Casillo Spa in Puglia. Sin dal principio è nato come un insieme di progetti nel progetto. Il tema degli uffici affrontato nel migliore dei modi dallo studio romano, porta con sé la capacità creativa di un grande team di lavoro e un altrettanto team di persone che hanno contribuito alla realizzazione, come dire, di un progetto “ideale”.

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Casillo Office – Alvisi Kirimoto, ROMA

Affidi ad uno schema compositivo o a delle geometrie ricorrenti le tue idee?

 No, mai. Ogni luogo, ogni evento, ogni persona, portano con sé una storia univoca, un codice genetico fatto di molteplici combinazioni di fattori imprescindibili tra loro. Tutti hanno bisogno di essere attentamente osservati ed ascoltati prima di qualsivoglia approccio progettuale. Di solito siamo abituati ad identificare tutto attraverso forme e colori, dimenticandoci di cosa è fatta un’opera o del perché sorge in un luogo piuttosto che in un altro. Le foto d’ architettura mostrano solo le forme di ciò che stiamo guardando in quel momento, spesso impedendoci di toccare con mano ciò che stiamo osservando. Ecco perché la forma è strettamente legata alla percezione visiva. Ecco perché dovrebbe rappresentare un risultato prima ancora che un punto di partenza.

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Cappella Funebre Privata – Leonardo Lorusso Architetto

 

Un consiglio per i neo architetti che si approcciano alla professione qui al Sud.

Fare architettura al Sud è stato molto difficile sin dai vecchi tempi per chi ci ha preceduto. Lo è diventato ancora di più per la nostra generazione a seguito di molti altri fattori determinanti. In realtà la nostra professione è una ‘mission’ prima ancora che un mestiere. E’ per questo che ognuno dovrebbe seguire un proprio istinto che lo spinga a seguire un percorso professionale piuttosto che un altro. Sicuramente uno dei suggerimenti che mi sento di dare alle giovani leve è quello di cercare ambienti lavorativi energici, fatti di gente capace e team di lavoro dinamici. Abbandonate immediatamente situazioni opprimenti o che non vi stimolino emozioni positive.

Leonardo Lorusso©CMYKdesignblog
Banche Bnl – Fortebis Group, ROMA

 

Pensi che l’architettura abbia ancora un ruolo importante al giorno d’oggi

L’architettura ha e deve avere un ruolo chiave nella trasformazione delle nostre vite. Tutto parte dal nostro saper vivere, abitare, creare, trasformare. La continua trasformazione dei nostri tessuti urbani contribuisce notevolmente allo sviluppo culturale e sociale di una società contemporanea che ben si integra. Basti pensare a quanto fatto negli anni addietro per il centro antico della città di Bari una volta inaccessibile, oppure agli attuali progetti pilota di recupero urbano delle città e delle periferie lanciate dall’architetto Renzo Piano nell’ambito del programma  G124.  E’ grazie a questo che tante giovani leve hanno avuto ed hanno ancora la possibilità di cimentarsi e confrontarsi con tematiche di recupero urbano. Credo che tutto ciò rappresenti un bellissimo gesto d’amore nei confronti di un paese che ha molto da rinnovarsi.

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Credits: Leonardo Lorusso Architetto

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