Principio di artista: Ennio Buccioli

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Come nasce un’artista?

Quando pensiamo all’arte solitamente pensiamo a figure del passato che hanno segnato la storia con le loro opere, con i loro successi, con il loro modo di vedere la realtà. Molto spesso però, ci si sofferma poco sulla personalità che si cela dietro la figura dell’artista.

Picasso, Warhol, Van Gogh… si dovrebbe riflettere sul percorso che ogni artista compie, dalla gioventù alla maturità, per raggiungere attraverso sperimentazioni, esperienze, confronti, il livello di maestria nella propria espressione artistica che l’ha condotto al successo. Quindi: come nasce un artista?

Abbiamo provato a rispondere a questa domanda con l’intervista ad un giovane artista barese fotografato nel suo diciannovesimo anno di età: Ennio Buccioli. Con Ennio abbiamo ricomposto i pezzi di una storia di vita che potesse essere strumento di confronto e di ispirazione per chi, come lui, ama ciò che fa e vorrebbe tenere viva questa passione.

L’intervista

Chi è Ennio Buccioli?

È un ragazzo cresciuto sin da bambino nell’ambiente artistico. Mio padre come me ha frequentato il liceo artistico e sin da piccolo mi ha avvicinato a forme di arte come quella cinematografica. Ricordo di aver visto il cinema dei grandi come De Filippo, Totò e molto del neorealismo. Crescendo e maturando ho dunque raccolto e accumulato una cultura cinematografica e artistica molto importante.

Quanto dura all’interno della giornata l’impulso artistico?

Tutto il giorno. Da quando mi sveglio a quando vado a dormire, mi piace pensare di essere all’interno di un lavoro artistico, una commedia, uno spettacolo. Io tendo a vivere le mie giornate lavorative come se fossi sempre davanti ad un pubblico a lavorare, non so perché, mi viene naturale.

L’atto artistico deriva da un impulso o è qualcosa che matura dopo un ragionamento?

L’atto artistico non è ragionato, molto spesso prendo ispirazione solamente dalle cose che vedo: un palazzo che vedo, un’immagine che vedo; copio molto opere di altri artisti dando poi la mia impronta artistica e manifestando la mia personalità, quindi a volte non c’è un ragionamento nascosto, è pura istintività.

Ti ispiri ad una corrente in particolare?

Penso di essere molto eterogeneo nella mia arte. Sicuramente l’espressionismo è il movimento artistico che preferisco, sia quello francese dei colori più chiari sia quello tedesco dei colori più cupi o la xilografia dai contorni neri e sfondo bianco. Ce ne sono tantissimi di artisti ma non ho nessuna preferenza in particolare.

Se l’arte diventasse il tuo lavoro, saresti disposto a cambiare la tua arte?

Sinceramente non so dirlo con certezza, difficilmente cambierei. Potrei fare dei lavori su richiesta ma penso che nel mio privato nessuno possa cambiare quella che è la mia arte, nulla potrà cambiare il mio stile.

Vuoi che l’arte diventi il tuo lavoro o che rimanga solo una forma di espressione personale?

Espressione personale si ma non considerata come passatempo, deve avere uno scopo. Spero di lavorare in questo campo, magari di non essere pittore a tempo pieno: per esempio fare l’insegnante non mi dispiacerebbe.

Ma nel campo artistico in generale? Quindi anche cinema?

Si, io mi ritengo un’artista a 360 gradi, infatti anche nei miei lavori video si fonde molto la pittura con la cinematografia.

Quindi tu realizzi anche dei cortometraggi?

Adesso frequento l’accademia del cinema di Enziteto ma prima di frequentarla mi dilettavo ad eseguire dei cortometraggi. Sin da quando avevo 10 anni, quando mi hanno regalato la mia prima Canon, realizzavo dei video personali. Gli amici avevano terrore a venire a casa mia perché li obbligavo a travestirsi e a recitare.

Utilizzi i social e credi nel fatto che possano aiutare alla diffusione?

Io credo fermamente che non si debba più pensare all’opera artistica pensata solo ed esclusivamente come elemento da appendere al muro o come oggetto museale; la stessa esperienza che si ha dal vivo la si può avere in digitale. Ormai internet ci consente di mostrare un ‘opera anche su di un iphone. Non a caso sto portando avanti un mio progetto per cui, attraverso il web e soprattutto Instagram, organizzo incontri con giovani artisti come me; è un modo per creare confronto.

Ritieni l’arte elitaria?

A questo proposito vi racconto un aneddoto: a Torino durante un viaggio a settembre dove ho cambiato stile utilizzando i pastelli ad olio, mentre disegnavo lungo il fiume, sono stato fermato da una signora che mi ha detto: “Non sono esperta di arte ma il tuo lavoro mi ha colpito.” Penso che la gente, come una semplice signora di passaggio, debba poter giudicare e apprezzare.

Credi in un’arte per tutti quindi?

Si, infatti spesso faccio delle performance per strada dove passa molta gente del posto, specialmente ragazzi, che non sono molto vicini al mondo dell’arte. E’ un modo per fare vedere loro qualcosa di mai visto e soprattutto di insegnare perché si stimola la curiosità di chi non conosce, si possono scambiare informazioni.

C’è stato un episodio che ti ha cambiato?

Non sempre ho dipinto in maniera sistematica, prima i miei disegni erano saltuari. Dopo la scomparsa di un artista fondamentale quale David Bowie, cui sono molto legato, ho cominciato a capire che dovevo lasciare qualcosa e ho cominciato a fare in maniera sistematica molti suoi ritratti. Non so perché mi ha lasciato qualcosa.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Non pretendo di dire dove sarò, spero di continuare a disegnare e di non smettere mai di fare quello a cui sono legato di più ovvero l’arte. Non vorrei che si spegnesse quella forza e quell’impulso che viene da dentro. Penso che ci sia qualcosa che nasce dal profondo quindi sicuramente non credo si spegnerà del tutto.

Cosa consiglieresti a chi come te sta intraprendendo un percorso, rincorrendo i suoi sogni e le sue passioni?

Non mi sento di consigliare nulla, l’unica cosa che posso esprimere è un mio desiderio. Si è assai spento il mondo degli incontri tra le persone, spero che si apra un nuovo movimento, un gruppo di artisti come poteva essere l’espressionismo. Io non voglio considerarmi artista singolo, facciamo insieme l’arte.

 

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Composizione astratta 1

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Composizione astratta 2

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Corpo sepolto

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Stalker

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La danza

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Ritratto David Bowie

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Donna di spalle

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Ispirazione classica cristo dolente

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Liberazione

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Seni e pube

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Tragic condition of a man

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Credits: Ennio Buccioli, ph. Maurizio Pansini (img copertina articolo)

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