Arteologia: quando l’arte contemporanea incontra l’archeologia

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Si è tenuta ormai più di un mese fa (esattamente l’ 11 e 12 Marzo) l’inaugurazione del Parco Archeologico di Santa Maria a Siponto con il restauro della Basilica omonima, ma ancora oggi questa opera “spettacolare” desta curiosità ed attenzione da parte della stampa italiana ed estera.
Noi eravamo presenti all’evento, riservato alla stampa nella prima giornata con la suggestiva visita serale dell’opera e lo spettacolo di luci, canti e musiche medioevali e, conclusasi il giorno successivo, con un workshop guidato proprio dell’artista e riservato agli “addetti ai lavori” e alle Accademie e Facoltà di Architettura di Bari e Foggia.
La Location è Siponto un tipico panorama del nord pugliese immerso tra zagare e ulivi, a pochi chilometri da Manfredonia, nel Foggiano.
Un tempo antica città e porto dell’Apulia, una delle più antiche e delle più importanti colonie romane.
Il suo sito archeologico è una delle aree italiane di maggior interesse.
L’opera è un’ innovativa quanto stupefacente visione della connessione tra arte contemporanea e restauro archeologico. Un “ologramma” dell’ antica basilica paleocristiana, ricostruita interamente in rete metallica.

L’imponente trasparenza e l’invasione delicata dello spazio diventano il nuovo simbolo della reinterpretazione di un luogo intriso di storia che rischiava di cadere nell’ oblio ed abbandono.
L’artista è Edoardo Tresoldi, un giovane ragazzo milanese, trasferitosi a Roma nel 2009 dove studia e lavora come scenografo. Nel 2013 inizia le prime sperimentazioni di sculture interamente realizzate in rete metallica che lo porteranno all’ incontro con la Soprintendenza Archeologica regionale per l’incarico del restauro.
Come lo stesso Tresoldi ci racconta, il primo contatto con l’architetto che curava il progetto di restauro è avvenuto proprio attraverso il suo profilo Facebook che è diventato vetrina del suo operato e trampolino di lancio per questo ambizioso e difficile progetto che lo ha portato ad accettare di realizzare la sua prima opera interamente in rete metallica di altezza superiore ai 14mt.
Il riuscitissimo progetto, a detta della maggior parte della critica, è stato possibile attraverso l’investimento del segretariato Regionale MIBACT per la valorizzazione del Parco Archeologico di S.Maria di Siponto.

Nessun muro, nessuna struttura intrusiva, solo un leggerissimo ricamo di 4.500 metri quadrati di rete elettrosaldata zincata alta 14 metri e pesante 7 tonnellate costata 900 mila euro.
Quasi un ologramma, un fantasma di una costruzione che non esiste più e di cui restano alcuni mosaici romaniche la pianta della basilica nella sua fase paleocristiana.

Un team tutto under30 tra Architetti, Ingegneri ed Archeologi è stato scelto per affiancare il coetaneo artista Tresoldi ed i suoi collaboratori nella difficile impresa di studiare la statica dell’opera autoportante. Tante le problematiche e gli studi preliminari per assicurare equilibrio e sicurezza all’intera area archeologica.

L’effetto finale come potrete vedere dalle immagini è davvero da pelle d’oca.

Credits: editorial photo CMYK designblog

Info sull’artista:  www.behance.net/edoardotresoldi

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